First Lady all'italiana, quando la nostra politica si tinge di rosa

Sono le colonne dei grandi politici italiani di questi tempi, sempre presenti e sempre al loro fianco

Il clima elettorale è fervente, il momento tanto atteso è alle porte e presto avremo un nuovo illustre Presidente del Consiglio. I candidati al ruolo li conosciamo bene, tutti audaci leader pronti a ribaltare le sorti della politica italiana. Ma spesso a fare la differenza in questi casi è la first lady.

Le donne agiscono discrete e silenziose, ma il loro potere magnetico è la vera presa sui popoli. Basta guardare i grandi esempi internazionali: la simpatia che suscita Melania è inversamente proporzionale agli attacchi scagliati contro suo marito Donald. Kate Middleton è riuscita in pochi anni ad oscurare completamente William: è così perfetta che in certi momenti vorrei fosse la mia amica del cuore. E poi c’è Michelle-che-te-lo-dico-a-fare-Obama: il sogno di molti americani è quello di vederle rivestire un giorno il ruolo che fu di suo marito. Grazia, finezza e charme sanno essere armi potentissime in politica.

Ma non temete, andiamo fortissimi anche qui in Italia, quanto a quote rose. Ciascuno dei nostri convincenti candidati può contare sulla sua first lady di ferro, quindi per avere un quadro completo dei papabili capi del Paese, è meglio che vi informiate su di loro.

FIRST LADY NUMERO 1 Elisa Isoardi, fidanzatissima di Matteo Salvini, punta di diamante della Lega. Elisa e Matteo, sono riusciti a trasformare, con la loro burrascosa love story, la politica in un incrocio tra Un Posto Al Sole e Uomini & Donne. Tra tradimenti e riavvicinamenti, quest’estate la loro relazione ha acquistato di volta in volta un carattere sempre più avvincente. L’iter della Isoardi segue un po’ la prassi di questi casi: partita da Miss Italia, la bella di Cuneo è approdata intorno al 2010 su Rai 1, divenendo poi uno dei volti noti di UnoMattina. La scintilla tra i due è scoccata circa un anno e mezzo fa: amore a prima vista, tanti viaggi e selfie insieme. Poi lo scorso luglio sono cominciati i tradimenti. Lei ha baciato il Matteo sbagliato (l’avvocato Placidi) ad Ibiza, sotto l’obiettivo vigile di Chi. Lui ha fatto il lumacone con la miss marocchina Ahlam El Brins, prendendosi qualche passaggio “clandestino” tra le braccia della modella. Con la parentesi estiva si sono chiuse anche le scappattelle, perché a settembre tra Elisa e Matteo sembra essere tornato il sereno. Da come si evince, signori, un esempio ispirante di integrità e coerenza che non lascia indifferenti. Come può l’italiano medio non riporre “fiducia” in queste premesse?

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FIRST LADY NUMERO 2 Agnese Landini, moglie fidata di Matteo Renzi, ex Capo dei Ministri, anche detto l’immortale del PD. Fiorentina, 40 anni, un ibrido tra la professoressa di lettere e la signorina Rottermeier, grande promotrice del campeggio low-cost, la signora Renzi sembra essere la candidata perfetta al ruolo di spalla del Premier. Eppure le manca quel quid accattivante, dinamico, il piglio sicuro di chi è pronto a mangiarsi il mondo. Un po’ come il suo consorte, dopotutto lei e Matteo stanno insieme da così tanto tempo (correva il 1994 quando un 19enne Renzi concorrente alla Ruota della Fortuna scelse la A di Agnese), da essere diventati uno il riflesso dell’altra. A guardarli da fuori danno l’impressione dei Flanders dei Simpson, composti, immotivatamente entusiasti, disperatamente poco carismatici. Per chi sogna un’Italia senza infamia e senza lode, costante fanalino d’Europa, timida e un po’ inceppata, i Renzi sono senza dubbio la scelta migliore.

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FIRST LADY NUMERO 3 Silvia Virgulti, la donna di Luigi Di Maio, fulgida punta dei 5 stelle. E proprio sotto il segno del Movimento che è scoccata la scintilla. Lui, campione pentastellato Vice Presidente della Camera dei Deputati, lei addetta alla comunicazione della stessa fazione. La loro unione è il più grande paradosso del Movimento 5 stelle. La Virgulti, infatti, dotta linguista, specializzata in glottologia, si occupa di allestire i discorsi ufficiali, i comunicati nonché veri e propri interventi pubblici dei membri del Movimento 5 stelle. Luigi, nemesi del congiuntivo, allora deve essere la sua più grande sconfitta… oppure la sfida che spera ancora di vincere. In molti la dipingono come stratega, qualcuno la chiama “la zarina“, perché starebbe gestendo, con grande talento da dietro le quinte, tutta la campagna di Di Maio. Se anche voi “sognereste” un Italia libera da spigolosi, quanto superflui, modi verbali allora la coppia di pentastellati fa al caso vostro.

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FIRST LADY NUMERO 4 Francesca Pascale, attuale compagna di Silvio Berlusconi. Qui tocchiamo livelli di epica incommensurabili. Francesca è spregiudicata, irriverente, e completamente immune al giudizio del pubblico. La 32enne, nonostante la grande differenza di età, con Silvio ha molto più in comune di quanto non si immagini. Entrambi sono partita da una carriera artistica: lui suonava sulle navi da crociera, lei succhiava il gelato calippo nello spot di Telecafone. Entrambi hanno scoperto un’innata vocazione per la cosa pubblica. Dopo il diploma, Francesca si iscrive a Scienze Politiche. Non completerà mai gli studi, perché presto comincia a militare tra le schiere del PDL. Il primo incontro con Silvio è datato 2009, lei ne rimane affascinata da subito, come un’archeologa che ha appena portato alla luce la mummia di un leggendario faraone. Vorrebbe proporsi, però Silvio è ancora sposato con Veronica. Ma concesso il divorzio, la strada della Pascale è tutta in discesa. Nel 2011 l’ex Premier ufficializza l’unione. A questo punto la vita di Francesca si trasforma nell’inizio del copione di Nata Ieri, film con Melanie Griffith, del 1993 (remake dell’omonimo del 1950) in cui una ballerina, amante di un trafficante, comincia a frequentare l’ambiente corrotto, ma altolocato, del suo compagno, sentendosi come un pesce fuor d’acqua. E così la Pascale si trasforma, cambia colore di capelli, cambia look, prediligendo tallieur e addirittura prende lezioni di dizione. E guardatela ora, sguardo spietato e atteggiamento altezzoso, per l’elettore che non deve chiedere mai, ma se chiede è meglio che espatria.

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